Che grande serata con l’Aperitivo dei Campioni all’Onda della Pietra

Bettini, Razzoli, Cassani, Bruno Reverberi insieme per celebrare l’arrivo di tappa del Giro d’Italia a Castelnovo Monti il 21 maggio



E’ stata davvero una serata straordinaria quella andata in scena al wellness village e ristorante Onda della Pietra: in occasione delle riprese per il programma Giro Express, il campione olimpico e vincitore di due mondiali di ciclismo Paolo Bettini è stato ospite per l’intera giornata in Appennino martedì. Una giornata conclusa appunto con una serata speciale per festeggiare anche il suo compleanno. Bettini è nato infatti il primo aprile 1974, stessa data di nascita peraltro del Sindaco di Castelnovo Emanuele Ferrari.

L’evento, coordinato da Luca Simonelli, ha visto un dialogo molto frizzante tra Bettini, l’ex Ct della nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani, il campione olimpico di slalom a Vancouver 2010 Giuliano Razzoli ed anche Bruno Reverberi, celebre patron di squadre che hanno fatto la storia del Giro per tanti anni. Un dibattito in cui Bettini, anche con l’ausilio dei video di quei momenti da brividi, ha ricordato la vittoria olimpica e le due mondiali, con aneddoti e curiosità: ad esempio ha raccontato di quando Cassani gli chiese i talloncini con i numeri di telaio della bici vittoriosa alle Olimpiadi di Atene: “Glieli ho dati, ma per colpa di questo atto di grande generosità poi la mia squadra ha catalogato la bici come una di quelle di riserva perché non aveva più i numeri. A fine stagione c’era l’accordo che quelle di vittorie importanti le avrei potute tenere, ma quella non l’avevano riconosciuta e l’avevano venduta!”. E sul mondiale di Stoccarda, il secondo di seguito vinto nel 2007: “Fui indicato come persona non grata dal Comune di Stoccarda, per motivi risibili che alla fine si potrebbero riassumere nel fatto che volevano vincesse un tedesco. Questo fatto mi ha dato la carica in più di cui avevo bisogno, quel giorno nessuno avrebbe potuto battermi”.

Cassani ha ripercorso alcuni di questi successi evidenziando l’amicizia con Bettini, “che quando tagliò il traguardo ad Atene, per primi guardò proprio me e Auro Bulbarelli che eravamo in cabina di commento”, mentre Razzoli ha spiegato che “la testa e la concentrazione per gareggiare ad altissimi livelli è più o meno la stessa, ma noi sciatori rispetto ai ciclisti abbiamo un grande vantaggio: andiamo sempre in discesa”. Reverberi, dopo che Bettini aveva già ricordato questo episodio, ha parlato di quando cercò di contattarlo per averlo nella sua squadra: “Sono passati più di 30 anni ma te lo ricordi ancora, anche se non eri poi venuto perché avevi seguito il tuo capitano, dopo hai dimostrato che ci avevo visto giusto! Mi sento quasi commosso”.

Emanuele Ferrari è intervenuto per sottolineare come l’arrivo di tappa a Castelnovo “è un percorso che sta coinvolgendo l’intera comunità, e rappresenta per noi un fatto storico, la presenza di questi grandi campioni lo dimostra”, mentre Giammaria Manghi, Coordinatore delle politiche sportive della Regione Emilia Romagna ha evidenziato “le ricadute molto forti dei progetti che sullo sport stanno andando avanti a Castelnovo, non solo con il Giro d’Italia, ma anche attraverso il ruolo di Centro nazionale della Federazione Sport Sordi Italia, grazie al quale sta sorgendo il nuovo Palasport, i progetti con le scuole e il coinvolgimento delle tante associazioni sportive del territorio. Ricadute che coinvolgono l’intero Appennino Reggiano”.

Dopo che al mattino Bettini aveva visitato la Latteria sociale di Cagnola e le annesse stalle, la sua giornata in Appennino si è conclusa con la visita serale all’Acetaia di Giuliano Razzoli, che oggi è anche Presidente del Consorzio dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia. Tante eccellenze in diversi ambiti, unite da un filo sottile: di solito si dice un filo rosso, ma in questo caso è un filo rosa. Il rosa del Giro d’Italia.