Il teatro-canzone del giudice Cosentino a Campogalliano

Venerdì 9 febbraio, alle 21, il magistrato Salvatore Cosentino, sostituto procuratore presso il Tribunale di Locri, presenta a Campogalliano, nella sala comunale La Montagnola di via Garibaldi 57, “Un diritto messo di traverso”, un monologo teatrale che racconta i paradossi, le storture, ma anche le pratiche virtuose del mondo dei giuristi. Convinto che la divulgazione sia uno strumento potente e irrinunciabile, il magistrato ha scelto la forma anticonvenzionale del teatro-canzone, proprio per avvicinare la società civile al mondo del diritto. Il monologo, che ha vinto il premio internazionale Kouros 2013, presenta un’occasione teatrale per avvicinare la società civile al mondo del diritto, visto così spesso, dall’uomo della strada, tanto distante e come arroccato su una algida torre d’avorio.

Nelle mire del giudice Cosentino, non ci sono indagini su casi noti, scoop giudiziari o retroscena; al centro dello spettacolo sta la terminologia, che aggiunge potere al potere degli inquirenti. Accompagnato dalle note del pianoforte, Cosentino regala, in quasi due ore, tra un sorriso e un’amara riflessione, la singolare foto di un potere che è diritto, giustizia e termini tecnici: quel linguaggio artificioso, barocco, senza il quale l’autorità giudiziaria incuterebbe forse meno timore, ma il gioco è proprio quello di confondere.  Cosentino è abile nel portare in scena un lavoro frutto dell’osservazione attenta in tanti anni di lavoro. Un monologo unico nel suo genere che ha girato ad oggi teatri, case circondariali e sedi di ordini professionali.

Tra citazioni di Shakespeare e Paolo Conte, Pirandello e De André, Alberto Sordi e Tennessee Williams, Platone e Ennio Flaiano, Collodi e Vittorio De Sica, e con l’ausilio di qualche breve spezzone cinematografico, in poco più di cento minuti Salvatore Cosentino prova a ricordare che la legalità non si fa solo con l’uso dei codici, ma anche con la diffusione della cultura, e con l’educazione al bello e all’arte. E il magistrato ricorda pure Don Milani, il parroco di Barbiana che sosteneva che “il padrone è tale non perché ha più soldi, ma più parole”

È un’iniziativa a cura della Biblioteca comunale “Edmondo Berselli”.

L’ingresso è gratuito. Info: 059.526176





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