Pos, dal Governo un decreto per calmierare le commissioni. A Reggio uno ogni 34 abitanti

Poco prima della chiusura della legislatura il Consiglio dei Ministri ha emanato il decreto legislativo sui servizi di pagamento nel mercato interno che, in particolare dispone che ‘per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione’. Inoltre viene abbassata, passando da 150 euro a 50 euro, la franchigia massima a carico degli utenti nel caso di pagamenti non autorizzati.

“Il provvedimento va nella direzione giusta – commenta Lapam Confartigianato – perché mira ad accelerare ulteriormente la diffusione e utilizzo della moneta elettronica calmierando le commissioni. E’ chiaro che per commercianti, artigiani e professionisti l’obbligo di accettare pagamenti attraverso denaro elettronico (soprattutto per alcune tipologie di mestieri) non sempre è semplice, è dunque importante che queste forme di pagamento non siano penalizzanti per le imprese”.

L’ufficio studi Lapam Confartigianato ha analizzato con gli ultimi dati disponibili (inizio 2017) il trend delle installazioni dei Pos in Italia. Dallo studio emerge che tra il 2013 – anno precedente all’introduzione dell’obbligo – il numero è cresciuto del 37,6% pari a 572.396 unità in più. Inoltre si è osservato un tasso medio annuo di crescita dell’11,2% dal 2013 a inizio 2017 rispetto al più contenuto +0,8% del triennio precedente. L’ammontare delle transazioni dal 2013 a tutto il 2016 è aumentato del 46,5%, con un trend maggiormente accentuato rispetto alla spesa per consumi finali delle famiglie che dal 2013 è aumentata del 4,3%, evidenziando un crescente utilizzo da parte di imprese e consumatori.

A Reggio Emilia – rileva sempre Lapam Confartigianato – c’è un Pos ogni 34 abitanti e la crescita è costante: nel 2010 erano 12.306, nel 2013 12.665, a inizio 2017 il balzo a 15.855, un numero sicuramente aumentato di almeno un migliaio di unità nel corso dell’anno appena terminato.





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