Due nuovi treni sui binari dell’Emilia Romagna

Dall’inizio di novembre due ETR 350 sono stati conferiti a Trenitalia dalla Regione Emilia – Romagna. Insieme ai quattro dei mesi scorsi, stanno ora circolando sulle linee Bologna – Porretta, Bologna – Prato e Bologna – Poggio Rusco, aumentando significativamente la percentuale delle corse effettuate con convogli di ultima generazione. A questi si aggiunge la flotta di otto nuovi Vivalto, già in servizio sull’asse Piacenza – Rimini.

Tutto questo mentre, negli stabilimenti di Hitachi Rail Italy e Alstom procede a pieno ritmo la costruzione dei nuovi treni regionali Rock e Pop, i cui primi 86 esemplari (39 Rock e 47 Pop) saranno consegnati proprio all’Emilia Romagna a partire dalla primavera del 2019, consentendo il rinnovo completo della flotta di Trenitalia.

Nuovi treni, sistemi di manutenzione dinamica delle locomotive, estensione del servizio pulitore di bordo, e nuova control room regionale integrata di supervisione del servizio stanno contribuendo a migliorare non solo il servizio, ma anche la percezione da parte dei clienti del viaggio nel suo complesso.

Dai dati dell’indagine demoscopica relativa al periodo gennaio – settembre, commissionata da Trenitalia a una società esterna, emerge che l’86,2% degli intervistati ha assegnato al servizio un voto complessivo fra sufficiente e ottimo. Un percentuale in crescita di 4,8 punti rispetto allo stesso periodo del 2016 e di 8,8 se raffrontati al 2015. Sei gli aspetti presi in considerazione: dalla pulizia al comfort, dall’informazione a bordo alla puntualità, dalla permanenza a bordo alla security.

Sono circa 134 mila i treni della direzione regionale Emilia Romagna di Trenitalia che hanno circolato dal primo gennaio alla fine di ottobre, per un totale di 10,5 milioni di chilometri percorsi e circa 26 milioni di passeggeri trasportati.

 

Ad arrivare a destinazione entro i 5 minuti dall’orario previsto – indipendentemente dalla causa dell’eventuale ritardo – è stato il 90,5% delle corse (+ 0,4%vs 2016), percentuale che sale 97,3% (+1,3 vs 2016) se si considerano esclusivamente i ritardi imputabili direttamente a Trenitalia. Stabile la percentuale dei treni cancellati, pari allo 0.8%, di cui solo la metà per cause direttamente imputabili a Trenitalia.

 





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